Tra vicoli e caruggi: Napoli e Genova, città di mare


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Tra vicoli e caruggi: Napoli e Genova, città di mare

Napoli e Genova, dove la poesia è in ogni angolo! Da Vico chiuso della Rana a via Speranzella non c’è distanza: ci sono gli stessi bassi, poco sole e odore di mare. Due lingue diverse da tutte le altre d’Italia, lingue che sanno cantare, pensare in musica. Entrambe convivono con la fatalità, che sia di pioggia o terremoto, eruzione o straripamento. Porti di arrivi e partenze, di bastimenti per terre assai lontane. Città di nostalgie mai tristi, una saudade declinata in italiano. Emigranti che sono partiti insieme a fondare il dialetto di Buenos Aires, che non è altro che un genovese partenopeo. Città femmine, madri e bagasce, spontaneamente anarchiche, con lo stesso orgoglio, perché la Storia è passata da qui. Città aperte, strette e lunghe, case colorate che si specchiano sul mare, la stessa ironia di chi si riconosce, si prende in giro e poi si abbraccia. Perchè poi, alla fine, c’è solo un lunghissimo lungomare, che inizia a Voltri e arriva a Sorrento.

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